Introduzione
Dal 4 dicembre 2022 tutti gli appalti pubblici di lavori in Italia devono rispettare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti dal Decreto 23 giugno 2022. Fra i materiali più impattati c'è il calcestruzzo, che deve soddisfare criteri specifici su contenuto di riciclato, emissioni di CO₂ e tracciabilità.
Per imprese edili, ATI e stazioni appaltanti non conoscere i CAM oggi significa non poter partecipare a gare o rischiare la decadenza dell'aggiudicazione. Vediamo in pratica cosa cambia.
Cosa sono i CAM
I Criteri Ambientali Minimi sono specifiche tecniche e clausole contrattuali che le stazioni appaltanti pubbliche devono inserire nei bandi di gara per orientare gli acquisti verso prodotti e servizi a minor impatto ambientale. Li prevede il Codice dei Contratti (art. 57 D.Lgs. 36/2023) e sono obbligatori — non facoltativi — per appalti sopra una certa soglia.
Cosa chiedono per il calcestruzzo
Il D.M. 23/06/2022 definisce nel §2.4.2 i requisiti minimi per il calcestruzzo strutturale:
- Contenuto minimo di aggregato riciclato: 5% in massa, elevabile fino al 30% in funzione della classe di resistenza.
- Contenuto di materiali recuperati/riciclati totali (inclusi cementi con ceneri volanti, loppa, ecc.): 5% minimo.
- Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) del fornitore, redatta secondo la norma UNI EN 15804.
- Tracciabilità documentale tramite DoP, schede tecniche, attestati di origine.
Per calcestruzzi non strutturali (massetti, sottofondi, riempimenti) le soglie salgono fino al 50% di riciclato.
Eco-calcestruzzo: come si ottiene
Il produttore può ridurre l'impatto del calcestruzzo agendo su tre leve:
- Sostituzione parziale del cemento Portland con cementi "green" (CEM II/III con loppa o ceneri volanti) per ridurre la CO₂ per m³.
- Uso di aggregati riciclati marcati CE (UNI EN 12620) al posto del naturale.
- Acqua di riciclo e additivi che migliorano la lavorabilità con minor contenuto di clinker.
Combinando le tre leve si arriva a calcestruzzi con 30–40% di impronta carbonica in meno rispetto al tradizionale, mantenendo le prestazioni meccaniche richieste.
Come dimostrare la conformità in gara
In fase di offerta, l'impresa deve allegare:
- Scheda tecnica del calcestruzzo proposto con evidenza delle % riciclato
- EPD del produttore (o dichiarazione sostitutiva nei casi previsti)
- Certificato ICMQ o equivalente
- DoP con marcatura CE
In fase esecutiva, ogni bolla di consegna deve riportare composizione e origine. Il direttore lavori può chiedere verifiche a campione.
Vantaggi oltre la conformità
Andare oltre il minimo CAM — per esempio offrendo calcestruzzo con 30% di riciclato quando la gara ne chiede 5% — porta punteggi tecnici premianti in gara, specialmente con criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Molti bandi attribuiscono 5–15 punti ai materiali con performance ambientali superiori al minimo.
Orobica Inerti e i CAM
Il nostro eco-calcestruzzo CAM è formulato per rispettare e superare le soglie del D.M. 23/06/2022, con aggregati riciclati del nostro impianto e cementi a ridotto tenore di clinker. Ogni fornitura è accompagnata da EPD, DoP e certificato ICMQ, pronti per essere allegati alla documentazione di gara.
Conclusione
I CAM non sono una barriera: sono una leva competitiva. Le imprese che hanno integrato eco-calcestruzzo e filiere riciclate nei loro processi oggi vincono gare che altre non possono nemmeno presentare. E il mercato privato segue quello pubblico con 2–3 anni di ritardo.
Il tuo prossimo appalto richiede calcestruzzo CAM? Contatta il nostro ufficio tecnico per una pre-valutazione delle specifiche di gara.
